
"VOLTI" tecnica mista su tela di KITASCIMA -2008


Come sempre,dopo aver trasferito il disegno base sulla tela, inizio a stendere il primo colore: il fucsia acrilico miscelato con la sabbia. Stendo il colore con la spatola in modo irregolare e molto libero perchè il risultato finale deve essere quello del contrasto tra il ruvido e l'opaco dell'acrilico e la lucentezza e fluidità del colore ad olio.

Ormai il colore è tutto steso, anche sulla profondità laterale della tela, come a "vestirla" in modo molto accurato.

Stendo il nero acrilico con il pennello, colorando lo spazio che darà profondità al dipinto, giocando sempre con l'opacità del colore stesso che andrà a contrastare il lucido del colore ad olio.

Ora stendo con la spatola il colore ad olio , scelgo il blu ceruleo per le parti in ombra. Il rosso cadmio arancio per le parti in mezza ombra ed il giallo cadmio arancio per le parti in luce.Il più delle volte ,quando attuo questa tecnica pittorica ,[prendere il colore "puro" dal tubetto] mi rifaccio ai famosissimi
Fauves ("Bestie feroci" è l'espressione francese che fu adottata - inizialmente in senso dispregiativo - per un gruppo d'artisti che tenne la propria collettiva al
Salon d'Automne di
Parigi nell'anno
.1905. Il primo ad utilizzare il termine
fauves fu un critico d’arte, precisamente
Vauxcelles, che definì la sala in cui esponevano questi artisti come una
"cage aux fauves" cioè una "gabbia delle belve", per la “selvaggia” violenza espressiva del colore, steso in tonalità pure; secondo De Micheli
, il termine verrebbe da un'esclamazione di Vauxcelles sull'esposizione: "è Donatello in mezzo alle fiere!", effettivamente sembra ci fosse una scultura di stile neoclassico in mezzo al salone dove si teneva l'esposizione. Successivamente questo termine comprese quei pittori legati tra loro da una comune percezione dell’arte e da profonda amicizia. Il gruppo dei
fauves, che fu attivo solo fino al
1908, comprende molti pittori dei quali il più famoso è
Matisse. Altri pittori da ricordare sono
Derain,
Vlaminck,
Alexis Mérodack-Jeanneau e
Marquet: culturalmente vicini all'espressionismo, questi artisti si differenziano dal gruppo tedesco per il fatto che hanno una minore angoscia esistenziale e un maggiore interesse per il colore.)
La loro arte si basava sulla semplificazione delle forme, sull’abolizione della prospettiva e del chiaroscuro, sull’uso incisivo del colore puro, spesso spremuto direttamente dal tubetto sulla tela. L'importante non era più, come nell'arte accademica, il significato dell'opera, ma la forma, il colore, l'immediatezza.
Partendo da suggestioni e stimoli diversi, ricercavano un nuovo modo espressivo fondato sull’autonomia del quadro: il rapporto con la realtà visibile non era più naturalistico, in quanto la natura era intesa come repertorio di segni al quale attingere per una loro libera trascrizione.


Ovvia è la scelta di determinati colori, rispetto ad altri , per dare movimento e stimolo visivo. Giocare con i colori complementari non è solo personalmente divertente ma è a
nche "redditizio" in termini di risultato finale . Per la bocca ho dovuto miscelare il blu cyan con il giallo primario per ottenere una gradazione di verde che difficilmente la si trova già pronta in commercio.
Ora mi dedico all'altro volto, cercando di accostare bene i colori tra loro, per dare un effetto finale molto deciso ma non sfacciato. Stendendo ,con la stessa modalità di prima, ma con colori differenti: il giallo cadmio medio per le parti in luce, il violetto brillante per le parti in ombra e una mistura di giallo primario, giallo cadmio scuro e bianco di zinco per ottenere le mezze ombre.


Con il turchese definisco la bocca semi aperta e la palpebra dell'occhio.Per l'interno della bocca e per l'iride ho utilizzato il blu oltremare,così anche per l'interno delle narici. Le piccole parti bianche sono state colorate con il bianco di zinco. (Sotto, la tela terminata).
