
" Tra sogno e realtà" tecnica mista su tela di Kitascima,olio su tela
Questa tela nasce quasi per caso... Volendo rappresentare come la realtà dura che possiamo trovarci a vivere e i sogni che tanto ci animano e vivificano non siano poi proprio così lontani tra loro. C'è una sorta di ponte invisibile che li unisce e che invitabilemtne condiziona entrambi gli stati. In apparenza sembra ci sia una netta differenza tra sogni e realtà, ad un occhio poco attento sembra quasi che le due "realtà" non si debbano incrociare mai, invece è proprio sulla loro relazione controversa ma indissolubile che si sviluppa la mia tela. Ho voluto rappresentare la realtà (che quasi sempre viviamo con troppa abitudinarietà) con una donna assopita, quasi inerme, volutamente monocromatica con colori freddi proprio per trasmettere l'arresa a una esistenza che non sembra soddisfacente, ma non sembra solo in apparenza.
La contrapposizione della monocromaticità con la prorompenza dei colori che invadono la parte destra della tela parlano di come i sogni ,spesso e volentieri sono proprio agli antipodi, rispetto alla nostra quotidianità ma anche di come ci catturano,ci conquistano ci tengono vivi con sempre stimoli nuovi ed invitanti. Il soggetto sembra quasi sospeso nell'aria,in un volo leggero dove i capelli sono preda di un venticello che accarezza dolcemente, che trasporta verso mete lontane e agognate; i sogni vengono vissuti come irraggiungibili , inafferrabili ma spesso sono proprio loro che ci aiutano a superare le sconfitte che inevitabilmente ci condizionano. Si intersecano tra i due soggetti due girasoli,uno più appassito verso la realtà e l'altro molto fiorente verso il sogno. Essi rafforzano il messaggio di contrapposizione tra le due dimensioni. Ho utilizzato in gran parte i colori complementari per dare vivacità all'opera. La tecnica è mista dove si scambiano spatolate corpose e ampie e zone prima colorate e poi letteralemnte graffiate con la spatola. I girasoli sono accennati stendendo macchie di colore con il pennello, lasciate volutamente non troppo ben definite.

























La posa è però "aperta",non nasconde nulla di se, perchè non vi è timore del proprio io, della propria nudità interiore, delle proprie debolezze. Vi è solo la voglia di non rivelarle a tutti incondizionatamente ... Ecco un'altro contrasto : il giallo che cerca di distrarre l'osservatore e la posa, spavaldamente invitante, che racconta di coraggio e consapevolezza senza timidezza.



